lunedì 28 maggio 2007

ritrovando Holden Caulfield

Dopo anni rileggo The cather in the Rye; la versione in lingua originale mi costringe ad una maggior attenzione così scopro passi e sfumature che non avevo notato nelle precedenti letture.
Mi sembra di intravedere una chiave di lettura inedita, quella di una storia basata sulle scelte di vita, sulla difficoltà di individuare la propria strada. I consigli che il professore Antolini da’ ad un Holden piombatogli in casa a notte fonda, sembrano spostare il baricentro della storia dall’analisi del personaggio al tema classico e generazionale della scelta.
I think that one of these days you’re going to have to find out where you want to go. And then you’ve got to start going there. But immediately. You can’t afford to lose a minute. Not you.
Non avevo mai letto le gesta di Holden come un’analisi della difficoltà nell’intraprendere scelte e percorrere strade verso la maturità; ho sempre visto in Holden l’emblema di un non essere allineato, la descrizione di un disagio adolescenziale, un io narrante pervasivo nella sua sincerità. Spostare quindi l’interesse sulla scelta, sulla storia a venire e non sul presente vagare del giovane espulso.
E come dice Antolini, la scelta per Holden deve essere immediata. Con quel carattere, non può permettersi di perdere tempo.

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