lunedì 30 luglio 2007

tales from the disco

Sono sorpreso dall’accozzaglia umana che popola la discoteca, percorsa da alcuni tratti comuni che animano la folla come un’infinita variazione sullo stesso tema di base.
Gli uomini indossano tutti la camicia: abbondano i grossolani quadri su colletto con doppio bottone, alcuni si rifugiano nella sicurezza di un quadretto o una sottile riga elegante, molti si giocano la rituale camicia azzurra, pochi si distinguono per le iniziali ricamate, altri scivolano sulla camicia bianca come se fossero invitati ad una cerimonia.
La schiera di camicie danza e beve con una nutrita schiera di donne, più varie nell’assortimento degli abiti e dei modi di essere.
Il Russo Nero accompagna il mio vagare incerto, annebbiando i contorni delle situazioni che incontro.
La Ragazza Con La Scioccante Schiena Nuda mi passa accanto con tutto il suo carico di palpabile sensualità. La guardo rapito, le dico la tua schiena è l’unico lampo di poesia nella mia serata. Lei mi rivolge uno sguardo compassionevole, nei suoi occhi vedo riflessa la mia disperazione alcolica; lei si allontana dopo avermi concesso un secondo della sua preziosa vita.
L’ennesimo Russo Nero affoga nel ghiaccio quando intravedo la Ragazza Spocchiosa. Essenziale, veste blue jeans e camicetta bianca attillata, si diletta con una bevanda tonica. Lascia il bancone e fende sicura la folla, scarta con sguardo di sufficienza l’Obeso Buttafuori Nazista che disciplina l’accesso al privè. Si accomoda su un divanetto dove sorbire con calma il suo rinfrancante superalcolico.
La Ragazza Spocchiosa ha classe da vendere, la ammiro da lontano. Non ho il coraggio di avvicinarmi alla corte della sua Sicurezza.
L’amico mi dice qualcosa di inutile, invitandomi a raggiungerlo in pista per ballare.
L’amica mi chiede dove fossi finito e perché non fossi in pista a ballare.
L’amico #2 scatena un condivisibile gesto di disgusto nel barman alla richiesta di una miscela improbabile.
D’un tratto, sparisco: la spiazzante alleanza della Stanchezza Arretrata con l’incipiente Sonno Alcolico mi mettono fuori gioco. Vago stancamente sopportando il contorno, attendendo l’ora tarda in cui il dj chiude i battenti e ci viene gentilmente chiesto di uscire.
Ormai spento, pago. Forse la ragazza alla cassa era bella ma non ricordo più.

mercoledì 25 luglio 2007

la scrittura timorata

mi capita spesso di essere timido e timorato di fronte alla scrittura, forse per scongiurare la futura vergogna della rilettura di qualcosa di estremamente personale.
mi capita quindi di rileggere appunti scritti anni fa: visto che li ho scritti io e mi conosco, riesco a capire benissimo di cosa stavo parlando, sebbene lì non ci sia scritto.