mercoledì 10 ottobre 2007

tedio domenicale

Mi sveglio come se mi avessero parcheggiato un mattone in testa e con la solita sensazione di zerbino in bocca. Ieri sera ho bevuto. E questo è un dato acquisito. Ma quanto ho bevuto è una questione che trascende le mie menomate capacità mnemoniche. Cerco una soluzione al mio dolorante risveglio infilandomi sotto la doccia. Ne esco dopo una buona mezzora, illusoriamente rinfrancato.

Sono sprofondato nel divano sotto il plaid Polarvide rosso che mi ha regalato Giulia in un’altra vita, bevo del tè e mi do un tono leggendo un libro su Kurt Gödel. Stufo, accendo la televisione: le solite zuppe domenicali per decerebrati. Mi affascina il confronto fra lo stile dei due eserciti che incrociano il mare dello share post-prandiale: Rai1 ostenta una facciata perbenista, puzza di chiesa e pasticcini della domenica e lasagne al forno, lascia intendere in maniera molto velata qualche sonnacchioso prurito pomeridiano. Canale5 invece non va per il sottile e imbastisce un baraccone di culi, tette, muscoli e toraci depilati, belli e belle mediaticamente vincenti che intraprendono simpatici cazzeggi domenicali, solleticando il sopito eros di sagome umane impoltronite. L’esplosione del seno di una vanitosa bellezza televisiva durante un giochino allegro, scatena un’improvvisa reazione sotto il Polarvide. Sono seriamente tentato di masturbarmi, chissà, magari serve a sciogliere la tensione che la sbornia ha lasciato nella mia testa. Sono pronto a scalciare via il Polarvide ed esprimere il meglio di me, quando anche Canale5 decide di smorzare i toni. Le luci si abbassano, i culi e le tette passano in secondo piano, e mi tocca il mini talk-show piagnucoloso e moralista e falso. Torno a Gödel.

Per l’aperitivo della domenica si deve andare allo Zero.
Io ci vado insieme al Guzzo che come sempre conosce un milione di persone e mi lascia da solo con il Negroni mentre lui saluta praticamente tutti e non mi presenta a nessuno. Peccato, avrei potuto raccontare delle mie pulsioni pomeridiane sotto il Polarvide. Capisco che non sia un argomento particolarmente interessante, ma mica posso mettermi a parlare di Gödel allo Zero, no ? Travolto dalla noia e dalla solitudine mondana, sto per ordinare il terzo Negroni, quando mi ricordo del mattone di questa mattina e lascio perdere. Me ne vado, come scrivo nel sms al Guzzo quando sono già in macchina.

2 commenti:

ines ha detto...

Questa citazione ferrettiana mi entusiasma assai. E pure il seguito che mi sembra molto "fedele alla linea"!
Ines

berghinz ha detto...

male o bene, giovanni è spesso dietro l'angolo.
che onore: il primo commento ad un post...