sabato 24 novembre 2007

colletta alimentare o buy nothing

Oggi è la giornata della colletta alimentare, iniziativa benefica gestita dalla Onlus Banco Alimentare e patrocinata da Intesa San Paolo, allo scopo di raccogliere prodotti non deperibili e fondi.
Oggi è il Buy Nothing Day, iniziativa internazionale promossa da movimenti ambientalisti, terzomondisti, ONG e associazioni di consumatori, nata in USA (motivo per cui si tiene alla vigilia del Thanksgiving Day), allo scopo di dimostrare simbolicamente contro l’invadenza del sistema consumistico nelle nostre vite.
Suppongo che questa contraddittoria concomitanza sia pura fatalità.
Non credo che banche e GDO abbiano manovrato per allestire una raccolta di generi alimentari per impedire gli effetti del Buy Nothing Day su un sabato di shopping. In primo luogo perché mi sento buono e accetto la buona fede della colletta alimentare. In secondo luogo perché dubito che gli effetti del Buy Nothing Day, iniziativa probabilmente a limitata diffusione, possano avere un impatto sensibile.
In ogni modo, è interessante osservare questi due eventi concomitanti.
Da una parte la raccolta di fondi che ci permette di fare un’opera di bene, sia per gli altri che per la nostra coscienza colpevole di consumatori.
Dall’altra un gesto volto a dichiarare il proprio dissenso con il sistema in cui necessariamente viviamo, un modo per affrancarci, seppur momentaneamente, dalla nostra condizione di consumatori.
Idealmente mi trovo d’accordo con l’approccio del Buy Nothing, sebbene ne comprenda la natura velleitaria, ma alla fine finisco per fare la spesa e raccogliere alcuni prodotti in scatola (legumi, pelati e tonno) nel sacchetto giallo distribuito all’ingresso dai volontari del Banco Alimentare.

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