sabato 29 dicembre 2007

corteggiamento

L’aitante corteggiatore dalla voce impostata domina fisicamente il tavolo nel suo protendersi verso la ragazza. Fuma un sigaro, sorseggia rum di qualità accompagnato da pregiato cioccolato fondente. La sua voce impostata, radiofonica e profonda, affascina la ragazza dai capelli neri, la conduce con consumata abilità in territori non banali, esprimendo considerazioni intellettualmente rilevanti. Discetta con apparente cognizione di psicologia criminale, citando testi di emeriti criminologi americani, che lei prontamente si appunta; esprime opinioni non banali su espressività e valore storico del futurismo italiano; mostra profondo interesse per la fotografia. Lei sta al gioco, conosce i meccanismi e le sfumature di questo forbito corteggiamento.
Ad un tratto, lo scivolone. Lei tira fuori il telefonino e i due si mettono a cinguettare ascoltando le suonerie polifoniche che l’oggetto mette a loro disposizione. Ormai l’idillio è spezzato: lui abbandona criminologi e futuristi e grandi fotografi per una domanda da salotto televisivo: qual è il regalo più bello che hai ricevuto questo natale ?
Lei, ormai calata nella parte dell’abusata banalità salottiera, risponde: il sorriso di mia madre.
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2 commenti:

Jaakob Friedrich ha detto...

io, una bestemmia, così al brucio, l'avrei detta...

berghinz ha detto...

effettivamente ci stava