sabato 16 febbraio 2008

la cena

Uscito dallo studio con il solito carico di disillusione, raggiungo casa del Guzzo.
Lo trovo che traffica su Internet, più che altro su E-Bay per tentare di vendere il suo vecchio navigatore satellitare da quando è passato ad un nuovo strepitoso modello. Sprofondato nel suo divano a sfogliare una rivista di automobili, deduco dai suoi mugugni che l’asta non sta dando gli esiti sperati.
Qualche giorno fa ha scoperto che sua sorella diciottenne tiene un blog romanticamente intitolato Petali. Il Guzzo vi penetra con la morbosa curiosità del fratello maggiore alle prese con il diario segreto della sorella adolescente. Un post intitolato Mattina con il sole si apre con una malinconica dichiarazione di solitudine: oggi è una giornata troppo bella: come posso viverla senza qualcuno che mi ami ? Provo tenerezza per questa delicata sincerità, sentimento non condiviso dal Guzzo che guarda lo schermo perplesso.

La cena è un disastro.
L’amica del Guzzo è donna di abbagliante bellezza: svettante sui suoi tacchi da 10 ed il suo vestito nero attraversa il ristorante calamitando lo sguardo dei presenti, inclusi svariati camerieri che si distraggono seguendo la sua inesorabile progressione verso la toilette.
Con il Guzzo si sono conosciuti in sala d’aspetto al Charles De Gaulle. Lui rientrava da un viaggio di lavoro a Shangai mentre lei era in partenza per una vacanza in Brasile. Si erano promessi di rivedersi assolutamente appena lei fosse rientrata abbronzata dal sole di Recife.
Appena le rispettive agende – all’apparenza fittissime di impegni – lo hanno permesso è stata organizzata la cena ed i due hanno pensato bene di estendere l’invito a due umili comparse.
L’amica dell’amica del Guzzo non nasconde la sua acida scontrosità. Nonostante sia una ragazza più che avvenente, è costretta a vivere offuscata dall’amica fuori categoria, che necessariamente tiene per sé le migliori prede, lasciandole le seconde scelte. Nonostante gli encomiabili tentativi del Guzzo di amalgamare i presenti in chiacchiere comuni, l’amica dell’amica mantiene il suo comportamento scostante.
Fra antipasto e primo il Guzzo getta la spugna del buon samaritano sociale e si dedica al corteggiamento dell’amica, che si mostra ovviamente ben disposta e interessata.
Vigliaccamente riservo il resto della serata a svuotare il bicchiere del vino e ad intrattenere inutili argomentazioni di circostanza con l’amica dell’amica. In fase di dessert sprofondo in un pauroso sonno alcolico mentre l’amica dell’amica sbadiglia per rimarcare platealmente il suo disappunto nei miei confronti.
Usciti dal ristorante, i due promessi amanti ci salutano giulivi ed io riaccompagno a casa l’amica dell’amica. Il vino rallenta i miei riflessi e devo farmi ripetere tre volte il suo indirizzo prima di riuscire ad infilare il controviale giusto. Scende dell’auto rapida, come a scappare non solo da me ma da un’intera vita di delusione; apre appena il pesante portone e scivola dentro.

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