martedì 11 novembre 2008

di venerdì

Cazzo, è di nuovo Natale.
Questa amara constatazione campeggia da un paio di giorni sul profilo Facebook di Carlo, che, già di indole malinconica, si lascia avvolgere dalla depressione all’accendersi dei primi addobbi natalizi. Vive come un peso l’andirivieni della gente indaffarata fra le luci delle vetrine e come un affronto personale l’abitudine commerciale ad anticipare l’avvio della stagione natalizia all’inizio di novembre.

Nel tragitto in auto dallo Zero al Giardino, capisco che questo venerdì sera rappresenta per il Guzzo l’occasione per riaffermare la sua posizione di sesso dominante. Provato dalla travagliata relazione sentimentale con la compagna troppo impegnativa e ambiziosa, relegato ad un ruolo subalterno che il suo orgoglio di maschio non sa accettare, il Guzzo questa sera ha affilato gli artigli.
Già allo Zero lo vedevo imbastire sguardi e sorrisi oltre il ghiaccio del suo Rum Cooler, oliare meccanismi rodati da anni di onorata carriera: offrire avvicinamenti, mostrare interesse e partecipazione, far affiorare malizie, mantenendo sempre un educato distacco consono alle schermaglie pre-serata.
Passate le due il Giardino esplode di gente che beve, balla, si sfiora e si guarda. Il Guzzo adesso gioca a carte scoperte, ogni sguardo è bellicoso.

Verso le cinque raggiungiamo incerti il parcheggio; il Guzzo porta con sé un bacio rubato in scivolata davanti al guardaroba e un paio di numeri telefonici da sfruttare in settimana per un promettente aperitivo.
Non è un riscatto definitivo, ma vale come terreno riconquistato dal suo già ingombrante ego.
Io ne esco con una non memorabile conversazione con Giorgia, amica di Aldo conosciuta ad un aperitivo qualche giovedì fa; dopo esserci urlati sopra la musica per dieci minuti, ci siamo ripromessi di vederci una sera in settimana.

Il Guzzo sfila veloce sui viali, ama dominare la strada semideserta, l'auto tiene bene sull’asfalto leggermente bagnato, il tergicristallo pulisce rapido le goccioline di debole pioggia autunnale. L’illuminazione rossa della strumentazione mi invita ad assopirmi. Mi sveglia il singhiozzante intervento dell’ABS per una frenata imprevista.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Cavolo, questi due mi piacciono veramente; non so se sia più divertente seguire le intricate performance del Guzzo o calarsi nel punto di vista cinico ma onesto della voce narrante.
Dai Berghinz che questi due ti vengono bene, scrivi una storiella un po' più lunga o magari prova a mettere assieme i vari flash su Guzzo e amico, potrebbe venire fuori una bella...storia (appunto, vista l'etichetta)