lunedì 22 dicembre 2008

formicaio

Trascinato da un amico affamato, penetro nel McDonalds di un centro commerciale invaso dalla folla natalizia. Entrando dal piano superiore si scende una rampa di scale per accedere al piano inferiore dove sono posizionate le casse. La vista dall’alto assume per me i contorni di una visione: sotto di me si stende, inequivocabile, il nostro declino. Una distesa di varia umanità, stanca e appesantita dallo shopping spasmodico e obbligato del Natale imminente, siede numerosa ai tavoli bianchi di fronte a leggeri vassoi in plastica carichi dei resti unti di vario cibo rapido.
La visione dall’alto è esteticamente illuminante: il bianco immacolato dei tavoli, il rosso dei vassoi, i mille colori delle confezioni del cibo in vari stadi evolutivi, dal fresco contenitore di panino appena assemblato, al maleodorante resto accartocciato, su cui oltre all’unto devono essersi accanite pure le mani nervose e torturanti di qualche famelico cliente. I bambini scorrazzano fra i tavoli seguiti da genitori sommersi da cappotti e sciarpe e guanti resi inutili dalla temperatura sahariana generata dal congiunto effetto di riscaldamento e illuminazione artificiale.
Dall’alto, sembra un formicaio stanco: un incredibile brulicare di persone, pardon: consumatori, reduci dalla loro onesta giornata di lavoro.
Mi siedo ad un tavolo. Il mondo visto dal basso non ha più niente dell’illuminante visione dall’alto. Raccolgo una pallina finita sotto al tavolo ad una simpatica bambina riccioluta. La prende dalle mie mani e torna a dedicarsi al suo Happy Meal. Davanti a me un’avvenente ragazza bionda troppo truccata mangia rapida la sua pausa pranzo scrivendo sms. Sul retro della confezione del Big Mac dell’amico affamato leggo le percentuale del fabbisogno giornaliero di grassi, sale, proteine e calorie apportato dal Grande Mac di cui sopra. Alcuni numeri sono indubbiamente notevoli. La Sprite dell’amico, evidentemente assetato oltre che affamato, è clamorosamente gassata. Non abituato, reprimo l’esplosione di anidride carbonica e non rutto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Male!
Le esplosioni di anidride carbonica non vanno mai represse ma lasciate deflagrare in un sano e soddisfacente roboante rutto!
Credo che il protagonista del formicaio starebbe meglio e avrebbe una visione del mondo meno cinica e negativa se si sfogasse un po', a incominciare dagli sfoghi del fisico che, come già ci insegnavano greci e latini, è tutt'uno con lo spirito: mens sana in corpore sano (errori di latino permettendo). O in altre parole rutta e anche lo spirito si sentirà meglio!