sabato 10 ottobre 2009

post-weekend

Fermo al semaforo infinito di via Svevo, soppeso il telefonino osservando il messaggio di Giorgia. Grazie ancora del weekend. Ciao, G. Istantaneamente mi assale una considerazione. Giorgia ed io non sappiamo dialogare: il nostro tempo insieme è un montaggio alternato di monologhi senza punti di contatto. Mi sembra di sapere tutto di lei e al tempo stesso di non conoscerla per niente: non c’è intimità di sentimenti e pensieri, solo sequenze di fatti da esporre ed un passato da cui attingere esperienze e aneddoti.

Ieri sera mi ha travolto con l’amarezza di una sua frase, lasciata cadere con noncuranza mentre si truccava in bagno. Io seduto sul letto a sfogliare un pieghevole dell’ufficio del turismo di Parma, lei alle prese con l’eyeliner davanti allo specchio mi ha sparato questo pensiero spiazzante.
- Ho paura quando mi accorgo che molto della mia vita può essere sintetizzato con così poche parole. E’ come se non avessi vissuto.
Mi ha assalito l’angoscia di un bilancio di vita fallimentare e insoddisfacente. Non ho pensato a cosa potesse significare per lei, al suo bisogno di aprirsi così tanto con me. Egoisticamente ho visto me stesso riflesso nella sua amarezza e incatenato alla sua stessa considerazione. Non sono stato capace di aggiungere niente, dirle una parola di conforto o qualcosa del genere, non ho saputo fare niente di meglio che abbozzare un inutile sorriso di comprensione.

Astratto in questi pensieri, vengo richiamato alla realtà dal clacson di un altro automobilista che mi fa notare che il semaforo è finalmente diventato verde. Chiedo scusa e riparto rapido.

Pulisco la mail di inutili newsletter e mailing list accumulatesi nel weekend, trovo una mail di Marianne che mi estende l’invito ad un gruppo di lettura su Philip Roth sostenendo che noi dobbiamo riavvicinarci alla cultura ebraica. Pur non comprendendo appieno il significato di quel “noi” – non mi sembra di aver mai aderito ad alcuna corrente di pensiero che rifiutasse scientemente la cultura ebraica – mi lascio coinvolgere e domani mi ritroverò con un Roth sul comodino. Non riesco mai a dirle di no.

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