lunedì 5 aprile 2010

labbra blu

Sulle labbra era il sapore
del mattino che hai inventato tu
guarda adesso come piove
sulle mie labbra blu
Guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
Storie che non hanno odore
è la mia realtà
Vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ogni cosa è una ferita
che mi ricorda te
Federico Fiumani (Diaframma), Labbra blu

Classe 1960, Federico Fiumani animava l’underground fiorentino degli anni Ottanta, quando i suoi Diaframma e i primi Litfiba portavano la new wave italiana fuori dalle cantine. Poco meno di trentanni dopo Fiumani è ancora lì sul palco, solo, il suo incrollabile ciuffo grigio, asciutto, diretto, coerente fino alla morte alla sua poesia. Sale sul palco di uno sperduto ARCI umido nella provincia toscana, imbraccia la sua Ibanez e riprende il filo della sua distorta poesia urbana davanti a nostalgici fedelissimi e nuovi adepti.
Come sempre, dichiaro il mio imperdonabile ritardo: nonostante ne sentissi parlare da sempre, mi sono avvicinato a Fiumani soltanto dopo aver incontrato la cover di Labbra Blu di Cristina Donà, mite, suadente, malinconica. Sul palco dell’ARCI, Fiumani la ripropone in una versione scarna, ossuta, nervosa, vibrante.

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