lunedì 2 agosto 2010

uno dei primi giovedì estivi

Martedì Giorgia ha giudicato privo di possibili sviluppi futuri il nostro attuale rapporto, dando così ragione a Marianne che riteneva inaccettabile l’indolenza della mia vita sentimentale. Su un piano di contingente quanto onesta sopravvivenza sociale non trovavo niente di disdicevole nella nostra storia di non-amore, ma ho evitato di esporre a Giorgia questa opinione eccessivamente pragmatica. Ho ascoltato le sue parole e assunto un’espressione consapevole, vagamente contrita, dimostrando matura capacità di condividere le sue ragioni. Credo si aspettasse un maggior contraddittorio, non penso abbia gradito la mia passiva adesione alla sua scelta.

Mi ritrovo quindi a seguire fedelmente il Guzzo nel suo prepotente rientro sulla scena mondana.

La tardiva esplosione dell’estate viene accolta su tacchi vertiginosi che slanciano gambe muscolose già perfettamente abbronzate, i sacrifici dell’intensa preparazione invernale in palestra mostrati con giusta soddisfazione. Spalle al bancone, fedele gin tonic alla mano, il Guzzo dispensa convincenti sorrisi a tali Marina e Linda, che da quanto ho capito aveva già conosciuto in analogo locale la settimana passata. Linda ha un ideogramma tatuato sulla schiena tempestata di adolescenziali brillantini, tutto sommato ha qualcosa di fresco e vitale nel suo abito estivo e capelli biondissimi. Marina è più grossolana nei tratti, i lunghi capelli scuri sulle spalle abbronzate, l’età malcelata.

Marina dice che questo posto è proprio bello ma ancora meglio la domenica sera. Il Guzzo risponde che magari la prossima domenica ci facciamo un salto, vero ? Annuisco ebete.
Linda dice che non vede l’ora sia metà luglio per andare a Formentera, quest’anno il lavoro è stato stressante ed ha proprio necessità di staccare. Annuisco ebete.

Per alleviare la stanchezza, Marina si appoggia alla mia spalla, sorprendendomi per questa inaspettata rottura degli spazi sociali. Seppur innocua, questa fisicità colpisce il Guzzo che vedo irrigidirsi, non per un senso di tradimento o rivalità alcuna, quanto per la consuetudine ad essere il maschio dominante. Colgo la sua attenzione sulla mano di Marina.

Massimiliano, conoscente occasionale ed ex-compagno di università, incapace di vivere appieno questi contesti, passa la sua serata nascosto dietro un vodka lemon a criticare il locale ed il mondo vanesio e superficiale che rappresenta. Una noia mortale, sfrutto la prima scusa per allontanarmi e cerco invano Marina per il giardino affollato. Ritrovo solo il Guzzo, vagamente indispettito per la serata inconcludente.

Nessun commento: