mercoledì 8 dicembre 2010

di spalle alla vita

- Titto, che c’è, eh ? Non hai detto una parola. Mi pari Portobello, che c’è ?
- Ti devo dire una cosa, Toni.
- Dicci.
- Non posso venire da Salvatore a Mare. C’ho il bambino con la febbre.
- Titto, nun scassà o’ cazzo. Che è ‘sta novità ? Abbiamo sempre festeggiato il primo concerto.
- Tiene 38 e mezzo…
- E allora ? Che ci vuoi fare ? Che sei un’aspirina tu ? Tu sei un batterista e vieni a cena con noi. Questo non perde mai occasione per mettersi di spalle alla vita
Antonio Pisapia, L’uomo in più (regia di Paolo Sorrentino)

Sardonico e sicuro di sé, il Pisapia del magistrale Toni Servillo rientra nei camerini dopo il concerto.
Ha chiuso il concerto con la cosa che gli è più cara al mondo, La Notte, la sigaretta in mano, i gesti consumati e la voce rauca da chansonnier navigato. Uso alla vita, orgogliosamente sciupafemmine, inguaribilmente fedifrago: non ammette rifiuti da chi lo circonda in osservanza di un protocollo di rispetto ed etichetta virile.
E Sorrentino, magicamente, chiude su quella frase tagliente, definitiva, inappellabile, pronunciata fra i denti che racchiude tutto il personaggio: nessuna stima per chi si mette di spalle alla vita.

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